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18:30 Partenza per Saragoza..
Sono circa quattro mesi, che il mio zaino riposa in santa pace in cantina, avrà preso anche la muffa, è ora di ripulirlo dalla polvere, facendogli respirare un pò di aria sana…
Scendo in cantina e con un grande sorriso prendo il mio 92lt, in meno di 10 minuti lo riempio delle cose essenziali e mi reco all’appuntamento..
Ci sono gia gli altri componenti del gruppo che caricano i bagagli sul autobus che ci porterà ad Alghero per poi prendere l’aereo per Girona.
Si, questo non è il mio classico viaggio in solitaria, ma è un viaggio col gruppo folcloristico, ci rechiamo a Saragoza per partecipare ad un festival internazionale del folklore..
Precisamente questo:
http://www.eifolk.com
Dopo due ore di pulman eccoci difronte al ceck-in della Ryanair, saliamo sull’aereo e con la classica confusione dei posti non numerati eccoci sparsi per tutto l’aereo.
Arriviamo a Girona, tra una canzone e una birra riprendiamo il nostro viaggio per Saragoza, sono 400km e con il catorcio di pulman che ci ritroviamo impiegheremo non meno di 6 ore…
Siamo in strada, è buio pesto, il paesaggio è desertico, nell’aria un forte odore di lettame, e di prodotti chimici che fuoriescono dalle ciminiere che accompagnano la nostra lunga notte di viaggio!!
Arriviamo nel primo mattino a Saragoza, sono circa le 7:00, dopo un pò di fila nella hall della residenza Universitaria che ci ospita, ci vengono assegnate le stanze, la maggior parte sono stanze singole, molto semplici, un armadio, una scrivania nient’altro..
Classici alloggi da universitari…

Nell ostello, oltre il nostro gruppo, che rappresenta l’Italia, c è un gruppo della Colombia, un gruppo dell’Argentina e del Cile, mentre nella adiacente struttura, ci sono gli altri gruppi, Filippine, Spagna, Polonia tutti gruppi folkloristici dai colorati costumi..

04-09-2006 Festival internazionale del folklore Saragoza

Amici del Folclore02
Colombia02

Il festival non è per niente impegnativo, indossiamo il costume nel tardo pomeriggio per rapide esibizioni, dandoci cosi la possibilità di uscire in giro e conoscere la città, rientrando alle ore più insolite…
La maggior parte del gruppo è affezzionato alla taverna presente nelle vicinanze dell ostello, mentre i quattro dell’ave Maria, preferiscono spulciare i localini presenti nel centro di Saragoza.
Infatti la prima notte libera, io Siotto, Tandeddu, e Zizone decidiamo di andare al centro per poi dare le informazione giuste e far muovere tutto il gruppo.
Non è tanto movimentato, siamo in piena settimana lavorativa, ma cogliamo l’occasione per ammirare il centro, curato e pulito, la cattedrale Pilar con la sua maestosità e imponenza, sino a battezzare il tutto con una sana birra nei bar del centro..
Dopo esserci riforniti di liquidi proseguiamo il nostro giro di perlustrazione sino ad arrivare alla Piazza del Pilar, tutto è desertico, non si vede anima in giro, solamente una ragazza che è seduta con il capo rivolto verso il basso, pensiamo si sentisse male, ci avviciniamo chidendole se tutto era ok, anche lei è Italiana, e li a Saragoza per delle escursioni di speleologia, chiediamo che ci fa li seduta nel centro della piazza da sola??
Lei ci dice!!, fate silenzio, ascoltate questi canti che vengono dai sotterranei, effettivamente si sentono delle voci in lontananza, ogni tanto qualche strumento musicale che accompagna queste voci lontane, tutti siamo incuriositi, e pensiamo e fantastichiamo sulla situazione, chi dice; devono essere dei barboni, chi pensa a una festa nei sotterranei della città, chi fantastica ad una vita nascosta di qualcuno che impiega la sua notte per far incuriosire la gente che si trova nella piazza..
Bhe, non possiamo rimanere qui tutta la notte ad ascoltare da dove provengono questi canti, incuriositi e dicisi, andiamo alla ricerca dell’ingresso ai sotterranei, la ragazza incuriosita viene con noi, dopo poco troviamo l’ingresso, poche rampe di scale e siamo giù, e mentre tutti aspettavamo qualcosa di grande, ecco la delusione alle porte, accompagnata da risate e commenti, ma che stupidi siamo stati, ma che vita notturna nelle fogne della città, ma che rawe, il sotterraneo era un grosso parcheggio, e quella musica che si sentiva in lontananza non era altro che un impianto stereo montato nello stesso sotterraneo!!
Ridendo e scherzandoci sopra usciamo dai sotterranei, lasciamo la ragazza con gli amici che inpauriti o incuriositi sono venuti a riprendersela, e noi proseguiamo il nostro giro sino a rientrare in ostello..

Nel primo mattino decidiamo di visitare il centro che ci aveva ospitato la notte prima, qualcuno diserta la visita al centro, forse il mal di testa non gli ha permesso di alzarsi..
A noi si aggiungono anche gli altri recuperati nelle viuzze del centro, insieme proseguiamo il nostro giro dando un occhiata all’interno della cattedrale, scatto qualche foto, dopodiche tutt’insieme decidiamo di andare a pranzare fuori in un localino tipico Spagnolo..

Altare Pilar02
Volta pilar03
Volta pilar 202
Saragozza dal Pilar02

Le giornate passano rapidamente, gli impegni folkloristici non sono tantissimi tanto è vero che dopo le esibizioni che, solitamente finiscono verso le 22:30 una buona parte del gruppo si trasferisce al centro di Saragoza a fare baldoria nei vari localini presenti al centro, preciamente dietro il mercato.
Sino al giovedi non si vedeva anima in giro, ma gia dal venerdi dopo le 2:00 del mattino il centro sembra un altro, vari disco pub riempiono le viuzze del centro, con musica altissima e gente di tutte le età che bevono che vanno e vengono come formiche, protrando il moto sino alle 7:00 del mattino..

Nelle nostre curiose scorribande, visionando vari localini e lasciando la nostra partecipazione in ogni uno di essi, ci troviamo in una via abbastanza trafficata, trovando difronte a noi, un giovane ragazzo sdraiato su una soglia di un esercizio chiuso, era sbronzo, dalla sbronza molesta non si reggeva in piedi, pensando, o forse costretto dalla stessa a prendersi qualche ora di riposo.
Colta la palla al volo ci guardiamo, e con sorriso sulle labbra, ci accerchiamo a lui e iniziamo a cantare Stabat mater dolorosa una canzone da Via Crucis, appropriatissima per salutare l’amico defunto!!
Dalle risate la canzone si blocca ad ogni secondo, le stesse fanno si che anche una ragazza del posto si ferma e inizia a ridere, saltando sopra al ragazzo che non dava nessun cenno di vita, lo abracciava, gli tirava dei colpi sulle spalle, e lui li, morto su quella soglia che non pensava minimamente a quello che gli stava succedendo…
Mai vista una scena cosi!!
Dopo varie risate, e constatato che il ragazzo era vivo, ma era li, solo per far passare la sbronza, decidiamo di proseguire il nostro giro sino a chiudere i vari localini e rientrare nelle prime ore del mattino..

11-10-2006 Ormai la nostra trasferta folkloristica è alle soglie, la mattina prepariamo le borse e con il pulman affrontiamo il lungo viaggio sino a Girona, per poi prendere l’aereo sino ad Alghero..
12-10-2006 Ore 00:30 Siamo arrivati a casa...Alla prossima!!