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22-11-2008 Esperienza invernale a Sofia Bulgaria.


È strana la sensazione che si affianca al mio ego trovarmi il 22 di novembre in partenza per un paese freddo..
Dopo anni di appuntamento con il Sud-America questo viaggio mi trasporterà in una di quelle esperienze non dico nuove perché già vissute in passato, ricordando l'inverno trascorso in Polonia, ma comunque unico perché dopo anni di inverni passati al caldo è bello tornare alle proprie stagioni.
Tutto parte dall'organizzazione dello zaino.
Uno zaino che per anni si è visto infilare solamente magliette colorate, boxer da mare, pantaloni fini e leggeri, unico capo pesante una felpa, e ora quasi una sfida con il clima e il peso da associare allo zaino.....
Sembra quasi un rifiuto, uno zaino acquistato in Brasile, che ha solo ospitato indumenti estivi, vederlo riempire pian piano di capi insoliti, camicie, maglioni in lana, magliette pesanti, pantaloni in jeans, calze e infine la sciarpa in lana, assurdo non sembra vero, ma qui ne giova la mia maestria, la maestria del vero viaggiatore indipendente che sa adattarsi ad ogni evenienza, ad ogni viaggio, ad ogni clima, col peso dello zaino, infine la prova alla bilancia, 12 chilogrammi più o meno lo stesso peso degli indumenti che porto il Sud-America, questo lascia capire che uno può adattarsi e restare nel peso anche cambiando meta e clima.
A Nuoro fa un freddo cane, un vento fortissimo che nemmeno i rami piu grossi riescono a vincerlo, le finestre tremano ininterrottamente dissolvendosi solamente dopo aver abbandonato l'appartamento per dirigermi alla fermata dell'autobus, salgo su e con un continuo dormi veglia che passa per causa dal vento che vince contro la pressione delle guarnizioni della portina dell'autobus arrivo a Olbia.....
L'aereo, sulla partenza, ha 30 minuti di ritardo per problemi metereologici, non ho fretta visto che il mio volo per Sofia è il giorno 23 alle 7.45, intanto ci chiamano al ceck-in e dopo quaranta minuti sono a Fiumicino..
Qui non c'è il portiere dell' Hilton, ad aspettarmi e nemmeno il recepcionista di un più semplice Bed & Breackfast, la notte la passerò in aeroporto, sfidando l'aria fredda e il duro letto di marmo con il mio sacco a pelo, che in questo momento mi fa da tavolino.
(Sacco a Pelo tutto fare)


Mentre scrivo con l'orecchio vigile sento una coppia parlare con una lingua a me cara, ben conosciuta sembra il segno del destino, è Portoghese Brasiliano, è inconfondibile sembra fatto apposta per dirmi che il Brasile mi sta aspettando, sembra quasi un invito a mollare il viaggio a Sofia e tornare al caldo, tornare al mio Brasile....Li fisso senza che loro si accorgano, li ascolto e immagazzino il loro discorso, le loro parole, il loro accento, tanto da farmi venire voglia di parlarci.
Deixa cabral rapaz, nao atrapalhe o casal..


Stendo il mio sacco a pelo e decido di entrare in Stand-By è provare a dormire per esser pronto al ceck-in che solitamente con la compagnia Wizz-air è mostruosamente in ritardo.
La notte è un via vai di gente, chi è li seduto come me, chi buttato in terra, chi al pc, chi sembra un giro arrosto per le numerose volte che si gira per trovare una nobile sistemazione.
Intanto è arrivata l'ora fatidica è per magia la Wizz-air è in perfetto orario salto su e in circa due ore sono a Sofia...
Sofia è immersa nella neve almeno venti centimetri, fa freddo ma essendo molto secco non ne risento poi così tanto..
Anche qui come in tutte le città forse non italiane il primo nemico da battere è l'assalto dei taxisti, chi offre il loro mezzo, chi mi assale nonostante due secondi prima aveva visto dir di no al proprio collega, dopo esser riuscito a svignarmela mi dirigo all'ostello..
Kervan Hostel, via Rositza 3, stessa via della casa di Diana l’ amica Bulgara che mi aveva ospitato nella mia prima permanenza a Sofia.
Vi chiederete perché non torno da lei...
Diana è in Italia che si specializza nel suo ramo universitario, Caterina la sorella e in viaggio a Barcellona e io sono qui che sfido la lingua, i cartelli scritti in cirillico, senza conoscere nessuno...
Bell'impresa...
Intanto entro in ostello, l'ambiente non è quello degli ostelli Sud-Americani, subito a dialogare per mettere l'ultimo arrivato a proprio agio, ma da un clima sotto lo zero non mi aspettavo certo il calore umano...
Renii la recepcionista è molto carina e sorridente ma tra di noi la comunicazione si limita ad un semplice sorriso, ad ogni sua parola tento di interpretarla come faccio con le canzoni di Rino Gaetano non traducendo le parole ma la vivo come se fossero immagini, facendomi capire cosa volesse trasmettere il cantautore Italiano con le sue parole, ma qui nonostante tutto non riesco ad immaginare nulla se non simboli geroglifici incapibilli..
Entro in stanza, e provo ad attaccare bottone con l'unica ragazza sveglia che c'è in stanza, premetto che il mio inglese è pari a quello di mio nipotino che ha sei anni:
Where you from??
.....ia è quello che riesco a capire..
Bho rifaccio la domanda pensando non avesse capito, e dalle sue labbra si ripete la stessa cosa......ia, né un sorriso, ne la curiosità di chiedermi e tu?
Ok ho capito, non gli interessa comunicare, quindi inutile ricordare le poche parole frasi che avevo imparato a scuola nelle ore di inglese...
Mi butto a letto e penso;
Sarà l’ora che mi metta a studiare Inglese come si deve, giusto per non sentirmi un idiota è eliminare il gesticolare per ottenere qualcosa...
Intanto l'altro occupante si sveglia, faccio cenno di mano per salutarlo e lui risponde, dopo parla la bho forse in Bulgaro e gli rispondo dicendo che non capivo... strano ma vero, si sforza per comunicare come me è fa Bulgaria?
No italiano...
A Italia io parlare poco...
Andiamo bene, iniziamo a parlare, lui è Macedone cinquantenne, camionista, bella persona...


Le giornate a Sofia non migliorano, fa freddo sempre sotto lo zero, non nevica ma è tutto ghiacciato, rischiando di tagliarmi l'osso del collo ad ogni passo...
Sicuramente più andrò avanti e il freddo sarà sempre più rigido tanto da vedere il termometro appeso fuori dalla finestra dell'ostello a -10, non mi preoccupo più di tanto tant'è che le cosa da vedere a Sofia non sono tantissime, tutto è concentrato nel centro della città, a pochissimi passi dove è sito l'ostello Kervan..
Se qualcuno è convinto o di reperire informazioni, su locali, vita notturna, discoteche può chiudere la pagina del mio sito..
Non sono una persona che va in giro col solo scopo del divertimento è di discoteche, anzi tutt'altro, nella mia permanenza a Sofia ho fatto tutta altro che è vita notturna, colazione alla bulgara, tè caldo, in giro per la città confondendomi tra i locali, tra simboli cirillici, e il freddo gelido che mi accompagna alla ricerca di economici ristoranti Bulgari per assaporare la semplice cucina a base di zuppe, carne di maiale e di pollo abbastanza speziate.
Un particolare dei tipici ristoranti è;
Mangiar bene e la spesa è irrisoria..
1 zuppa di crema di patate
1 polpettone di carne di maiale macinata speziata
1 porzione di patate
1 bottiglietta dìacqua il tutto 3,50€
Altri menu simili 5,00€
Se in Italia ci fossero questi prezzi tutti saremmo più felici.
Presto tornerò in Italia, e questi prezzi saranno solamente un ricordo, come lo saranno una serie di cose;
Il dover sfidare un freddo così rigido, il dover schivare il ghiaccio che si squaglia e vieni giù in picchiata dai cornicioni dei casolari stile ex Unione Sovietica, privi di stile, classici cubi in cemento privi di intonaco e colore, non certo abbelliti dal clima grigio è cavernicolo, e il confondersi tra la gente e non capire nessuna parola che esce da ogni singola persona, radio, televisione, niente di niente, solo in mezzo a 2 milioni di persone...
"piacevole sensazione"
Nonostante il pessimo tempo nel piccolo hostel è un via vai di persone che viene per lavoro, chi per turismo chi da backpacker, chi da businnes man in trolly, non me lo sarei mai aspettato soprattutto in questo gelido periodo...
Bonu prode li fachat a su mere..
Mite il macedone è andato via sono l'unico superstite in ostello ma anche io come tutti gli altri o la mia data di rientro già prestabilita..


Volevo fare un intervento, nato dalle richieste degli amici o semplici visitatori del mio sito che chiedono spesso "Ma ti stai divertendo"
I miei viaggi non sono basati sul divertimento o almeno sul solo divertimento, sicuramente classico obiettivo della maggior parte delle persone non abbituate a viaggiare, o le classiche che sfruttano dieci giorni di ferie ogni 4-5 anni per un viaggio che impostano solo ed esclusivamente per divertirsi...
L'obiettivo dei miei viaggi e tutt’ altro, ovviamente non sono uno zombi che disdegna il divertimento, ma se non cè non me ne faccio un problema, comunque da una città come Sofia in un novembre così rigido dove il cuore delle persone ha preso la temperatura del clima c'è stato poco di divertente, dovermi scontrare con una cultura tanto diversa dalla nostra, dove uno scambio di sorrisi di sguardi e praticamente inesistente, forse il loro essere chiuso è stato causato dalla forte dittatura che ha preso d'assalto tutta l'europa dell' est nel periodo che fu, anche le persone sono chiuse forse per causa di un insegnamento o un'istruzione rigida da parte dei genitori che a parere mio, si tramanderà da padre in figlio chi sa ancora per quante generazioni...
Pensò questo, facendo memoria quando più o meno nello stesso periodo di qualche anno fa, mi trovavo a Cracovia in Polonia, passeggiando nel centro della piazza del mercato tranquillo e contento che per manifestare la mia gioia fischiettavo senza pensieri come se vivessi nel paese dei balocchi, un' amica Karina con tono duro mi disse che hai da fischiettare, io lì per lì non capendo la stupida richiesta risposi sono contento e lo manifesto fischiando a mo' di canto, lei infastidita dalla mia gioia mi disse di smetterla dicendo che non c'era nessun motivo per essere contento...
Rimasi di stucco quasi da mandarla a cagare, poi mi misi a riflettere deducendo che non tutti abbiamo passato l'infanzia nello stesso modo e smisi di fischiettare allo stesso tempo pensando che da parte loro sia arrivata l'ora di levare le palle e  affrontare la vita per quello che offre, senza piangersi addosso e ricordare gli anni di pura sofferenza...


Evidenzio; anche noi Italiani abbiamo avuto una forte dittatura e diverse guerre che abbiamo affrontato con orgoglio e dimenticato o meglio dire messo da parte con forza, gioia di vivere e siamo arrivati ad essere quello che siamo...
Solari, allegri, festaioli, amanti, lavoratori con valori per la famiglia e gli amici..
"Che sfogo"!!!
Credo sia meglio vivere da sani sapendo di essere malati terminali, che vivere da morti sapendo di avere lunga vita e salute..