VIAGGIO IN CAMBOGIA

18-01.2017 SIEM REAP CAMBOGIA

Il mio volo ha come destinazione Siem Reap Cambodia, acquistato per 40€.
Sono gia in volo, e in poco tempo alternandolo  a lunghe sonnecchiate arriviamo in aeroporto.
Sbrigo la documentazione di entrata, 30 dollari alla mano, foto tessera e aspetto il mio turno, precedentemente avevo gia compilato un modulo consegnatomi in volo, consegno il tutto, e in pochi minuti il mio visto di 30 giorni è pronto e gia applicato sul passaporto.
Dall’ostello ho incluso il trasferimento dall’aeroporto e in pochissimo tempo arrivo in ostello.
La mia visita a Siem Reap è mirata per visitare i Templi di Angkor Wat, divisi in due tour, uno è un circuito grande l’altro piu piccolo, con una coppia di americani, ci dividiamo il tuk tuk per il circuito piccolo chiede 15 dollari, mentre quello grande 30 che dividiamo in 3 cosi facendo la spesa risultare essere irrisoria, mentre il tiket è di 40 dollari   per le due giornate.

Angkor è il sito archeologico piu importante della Cambogia ed è uno dei piu importanti di tutto il Sud Est Asiatico.
Nel periodo compreso fra il IX ed il XV secolo ospito la capitale dell’impero Khemr di cui fu il centro religioso e plitico.
Il tempio piu conosciuto tra i tanti tutt’ora presenti è quello di Angkor Wat considerato il piu vasto edificio religioso del mondo la cui effige compare nella bandiera cambogiana.
Siem Reap sviluppatasi a partire dagli anni venti è oggi un grosso centro dove tutti i giorni ospita migliaia di turisti che corrono numerosi per visitare tali bellezze, nella parte centrale è stata americanizzata dai vari locali, bar, ristoranti e pub, ma ancora si vedono le tracce della vera cambogia quella dei mercati colorari e disordinati per gli stessi cambogiani, dove si vende di tutto, dalle verdure, frutta, carni appese a pertiche fatti scienti, e vari ristorantini organizzati alla bene meglio..
Lascio Siem Reap e decido di andare a Buttambang.

22-01-2017 BATTAMBAGN CAMBOGIA

Dopo circa 4 ore di autobus arrivo a Battambang, trovo un alloggio piu economico rispetto a quello di Siem Reap ma anche la qualità è scadente, 4.5 dollari a notte, è ben localizzato, vicino al mercato e al fiume dove la maggior parte dei cambogiani passano il tempo, in questa piccola località dividendo il tuk tuk con altra gente decido di fare l’escursione per visitare il tempio di Phonom Bannan a circa 25km da Battambang, per arrivare al tempio attraversiamo diversi villaggi rurali, sono molti disordinati e con tanta immondizia, palafitte alte, dove nella parte inferiore si trova di tutto, molte sono le piantagioni di papaya, e di dragon fruit, fa molto caldo infatti molti cambogiani li si vede oziare sulle amache appese un po ovunque.
Il tempio di Phonom la fa da padrone maestoso su di una collina dove la visuale nonostante sia ricoperta dalla vegetazione è stupenda attorno un lago con diverse palafitte ovviamente costruite in legno, nello stesso piazzale si trova qualche venditore di bibite frutta e altro..
Molte sono le coppie che decidono di fare il servizio del proprio matrimonio proprio qui.

Da Phonom Bannan andiamo al Killing Cave Bat caves sorgono sotto una montagna che presentano altre caverne e templi buddisti.
L’atmosfera è stranamente pesante perché come narra la storia qui furono imprigionati torturati e uccisi in malo modo migliaia e migliaia di cambogiani dai khmer rossi e a testimonianza di ciò trovate nelle grotte degli ossari.
Dalla stessa caverna verso le 18:00 al calar del sole escono milioni di pipistrelli senza interruzione per mezz’ora.
Indescrivibile lo stormo col nero che lasciano nel cielo azzurro!
Da Battambang decido di andare via, anche perche il tempo passa velocemente e devo veramente correre per evitare che mi scada il visto e riuscire a visitare quello che ho abbozzato sulla cartina..
Faccio tappa a Pursat per vedere il villaggio flottante sul fiume e poi sicuramente scendere sulla costa..

25-01-2017 PURSAT CAMBOGIA

Arrivo a pursat nell’ora di pranzo fa un caldo bestiale, trovo un alloggio una guest house a 6 dollari a notte, con bagno in camera, qui non ci sono ostelli.
Pursat si trova tra Battambang e Phnom Penh, questo piccolo villaggio emana autenticità: pochi turisti, poche persone che parlano inglese, ricordo solo che per capire che da Pursat non c’è nessun autobus diretto sino a Sihanoukville ho impiegato un ora :)
Di per se è una piccola città che non ha tanto da offrire, ma una tappa ideale se si vuol scoprire la Cambogia rurale, lontano dai siti turistici.

Di Pursat ho sicuramente dei bei  ricordi, le persone sono sorridenti, i bambini mi fanno le feste.
La città attrae pochi turisti, cosa che permette di instaurare un rapporto più autentico con la popolazione. Non ho visitato nulla di straordinario né di eccezionale, ma ho passato molto tempo a sorridere alla gente.
La cosa migliore, per incontrare i locali, è andare a fare una passeggiata lungo il fiume, d’altronde vicinissimo al mio alloggio, c’è un isolotto Koh Sampov Meas a forma di nave, dove la gente la sera a suon di musica fa ginnastica, è un parco dove i locali vanno a passeggiare con i loro bambini.

La mia visita principale è stata visitare nei dintorni di Pursat, il villaggio galleggiante di Kampong Luong  l’ho preferito ai tanti vicino a Siem Reap, proprio perché meno invaso dai turistici quindi piu autentico, con i suoi vivaci colori si riesce a capire come la gente viva con semplicità dentro un fiume dove ogni spostamento viene fatto con delle zattere motorizzate.
Nel villaggio c’è di tutto, paragonato a un piccolo paese con le sue attività, ho addirittura visto un officina meccanica e un tornitore, flottare nel fiume.
Arrivare al villaggio flottante necessita di un mezzo,  io ho optato per un tuk tuk circa 25 km di distanza, ho avuto modo di vedere com’è la cambogia rurale e come vivono in tutta serenità nelle campagne..
Come molte zone della cambogia, sono abbandonate a se stesse, molta è l’immondizia che si vede ovunque, plastica, buste ecc e le case  dei piu poveri sono fattiscienti, ondulina di lamiera per ripararsi dalle acque è quello che prevale di piu in un abitazione, ma le persone non sono preoccupate alla vista di un occidentale sorridono e sprigionano serenità!!
Lascio Pursat,l’idea era di andare sulla costa, ma non c’è autobus, quindi sono obbligato a fare tappa a Phonm Penh.

27-01-2017 PHONM PENH CAMBOGIA

Arrivo a Phonm Pehn, la città è grossa e in molti rioni visitate in tuk tuk per arrivare all’alloggio lascia capire come sia suddivisa la città, le zone piu povere, con i suoi mercati affollati di gente che a ogni ora cucinano mangiano e vendono di tutto, la città in queste zone è molto disordinata e sporca, si trova immondizia ovunque dal fiume costeggiata da palafitte ai marciapiedi quasi ricoperti di ogni genere, mentre nelle zone piu vicine al centro si trovano varie piazze curate e ordinate, con persone che passeggiano e fanno corsa.
Il mio alloggio è sito in una zona centrale, non è dei migliori, ma è localizzato vicino a tantissime attività.
Non me ne preoccupo, la mia visita in capitale è mirata per conoscere il Campo della morte di Choeug ek e il museo delle carceri di Tuol Sleng, due siti dove hanno sterminato milioni di innocenti tra il 75 e il 79 per opera di Pol Pot e il suo esercito di sanguinari.
Il Tuol Sleng Genocide Museum è un museo situato a Phnom PenhCambogia, testimonianza del genocidio cambogiano.
Un tempo l’edificio era sede di una Scuola Superiore ribattezzata Ufficio di Sicurezza 21 (S-21) dal regime nazionalista dei Khmer Rossi dalla loro ascesa al potere nel 1975 alla loro caduta nel 1979. “Tuol Sleng” in lingua khmer significa “collina degli alberi velenosi”; nella sigla “S-21″, S sta per Sala e 21 è il codice del Santébal, la Polizia di sicurezza. Recenti studi[1]hanno rivelato che la S-21 è la punta dell’iceberg di un vasto sistema di prigioni.

Choeung Ek, sito di un ex-frutteto e cimitero cinese a circa 15 km a sud di Phnom Penh in Cambogia, è il più noto dei luoghi noti come “Campi della Morte”, o “Killing Fields”, in cui il regime dei Khmer Rossi giustiziò migliaia di persone tra il 1975 e il 1979.
Consiglio la visita a Phonm Penh soprattutto per queste due atroci realtà consumate circa 40 anni fa.

Lascio la capitale, le opzioni sono varie, ma consapevole che per iniziare la salita verso il confine devo obbligatoriamente tornare qui.
Da Phonm Pehn prendo un autobus e decido di scendere sulla costa, precisamente a Kep che utilizzerò come base fissa per conoscere i campi e villaggi rurali, nonostante sia nella costa non mi da molto interesse pe vedere spiagge.
Dalla capitale prendo un autobus per 8 dollari e in circa 4 ore arrivo a Kep.

29-01-2017 KEP CAMBOGIA

Arrivo a Kep, una piccola località sita nella costa cambogiana, il tutto è costruito in una lunga via, e la maggior parte della vita è concentrata attorno al mercato, dove in tutto disordine e molta sporcizia vi sorgono piccoli ristorantini e vendita di pesce..
La costa è circondata da un lungo muro in pietra nella ormai inesistente spiaggia dove la domenica è affollata di Cambogiani.
Io ho trovato un piccolo alloggio immerso nel bosco, un bungalow in legno che per soli 5 dollari a notte mi offre una stanza privata con bagno dove consumare qualche giornata in serenità e senza sentire altri viaggiatori che russano o che rientrano con poca accortezza rispetto agli altri a tutte le ore..
Kep non è bella, forse è un posto che non consiglierei di visitare, ma la cosa bella è; dopo aver noleggiato un motorino aver la possibilità di addentrarsi nella vita dei cambogiani visitando le zone rurale, dove la gente vive e lavora la terra, dei piccoli villaggi dove sono presenti anche delle scuole per i bambini.
Le persone sono cordiali e sorridenti, come d’altronde in tutta la cambogia, devo ammettere che le persone sono buone e tranquille e non si respira l’aria che tutti vedano il turista come un pollo da spennare.
Stare mi da modo di visitare anche Kampot che dista a circa 30km, è gia una città non grandissima ma abbastanza, essendo cosi vicina ci vado quasi tutti i giorni per trascorrere qualche ora a passeggiare lungo il fiume.
A ker oltre le zone rurali c’è un grosso lago, una piantagione di pepe, e varie caverne, ma la cosa piu interessante è stare nelle zone rurale a rispondere ai sorrisi e i saluti dei numerosi bambini.
Anche da Kep devo andare via, proseguo sulla costa anche se non del tutto convinto.

02-02-2017 SIHANOUKVILLE CAMBOGIA

Arrivo a Sihanoukville, mi sistemo in alloggio, non è l’ambiente adatto a me, l’ostello fa anche da bar ristorante, musica a palla gia dalle prime ore del mattino, pieno di giovani pseudi viaggiatori, che a parer mio di viaggiatori hanno ben poco, durante il giorno dormono, nel pomeriggio bevono sino a sfasciarsi, la notte rompono le palle nei dormitori, le ragazzine peggio dei ragazzi, se questo è il futuro spero che il mondo trovi una soluzione quanto prima..
In ostello ci rimango il meno possibile, noleggio un motorino e perlustro tutto il circondario alla ricerca di un parco con le cascate, che non ho mica trovato.
Sihanoukville è una zona sulla costa cambogiana molto pubblicizzata, nella spiaggia vicino al paese è pieno di locali, proprio costruiti sulla spiaggia stessa, fregandosene minimamente del danno annesso, sporcizia, sigarette ovunque un vero scempio, infatti preferisco stare nelle zone rurali ed evitare di bruciarmi il fegato con tale scempio, mentre fuori dalla città le spiagge sono piu preservate..
Dopo due giorni decido di scappare da Sihanoukville, non è un posto adatto a me, l’idea era di proseguire sulla costa e conoscere varie isolette a poche ore dalla stessa città, ma desisto e decido di iniziare la salita a nord facendo tappa per una notte a Phonm Pehn.

04-02-2017 PHONM PEHN CAMBOGIA

In capitale passo una sola notte, visto che c’ero gia stato, ma colgo l’occasione per asseggiare verso il Mekong che la sera sa dare piacevoli momenti.

05-02-2017 KRATIE CAMBOGIA

Dalla capitale acquisto per otto dollari il biglietto per Kratie che dista a circa 6 ore dalla capitale, prendo il primo autobus con partenza prevista alle 7:30 del marttino e dopo un lungo calvario di km attraversando zone rurali e altre città arrivo in questo paese affiancato al magnifico Mekong.
Per riposare prendo una stanza da solo, visto che a Sihanoukville ho dormito ben poco, qui l’ambiente è sereno, anche qui noleggio un motorino per muovermi liberamente e fermarmi quando trovo qualcosa di interessante da immortalare.
La cittadine è affiancata dal Mekong, dove nelle ore piu fresche le persone passeggiano e fanno ginnastica, nella via parallela l’affollato mercato dove si trova di tutto, ma generalmente alimentazione, frutta, carne, pesci, verdura..
Nelle periferie stanno le persone piu disagiate, in costruzioni fatiscenti, costruite in legna con tutte la stessa struttura stile palafitta, i bambini giocano in strada, e nel vedere visi occidentali, corrono e ridono facendo le feste.
A Kratie non c’è tanto da fare, se non rimanere incantato ad ammirare i tramonti dai mille colori che si specchiano sul Mekong.
Anche da Kratie vado via, salgo sul minivan con destinazione Mondulkiri una provincia del nord della Cambogia e pian piano mi avvicino al confine Laotiano.
Nei minivan c’è sempre qualcosa di imprevedibile, sembrano essere pronti a partire quando in un attimo c’è il cambio di programma.
L’autista inizia a smontare una coppia di sedili, ha un po di difficoltà, quindi un aiutante si butta sotto la macchina per bloccare il bullone passante che gira a vuoto, riescono a smontare il bullone che dava più rogne e in pochi minuti smontano anche gli altri.
Sembrava finita qui, fuori dall’abitacolo c’è uno di quei carretti con motore a scoppio che serve per schiacciare le canne da zucchero e ricavare il dolcissimo nettare, ha l’asse troppo largo e non entra dentro il minivan, quindi un addetto smonta prima le ruote, poi l’asse con i cuscinetti annessi.
Mettono la coppia di sedili precedentemente smontati nella parte posteriore del minivan, sperando che non debbano fare una brusca frenata perche i sedili potrebbero capitozzare qualche testa.
Mettono il carretto dentro, lo legano il minivan si riempie e si parte..
Non è finita qui, a mezza strada ci fermiamo e carichiamo dei sacchi di juta, e un’altra signora e finalmente proseguiamo la corsa sino a Mondulkiri.

08-02-2017 MONDULKIRI CAMBOGIA

Arriviamo dopo circa 6 ore di viaggio nella capitale di Mondulkiri, SenMonorom, una cittadella polversosa al nord della cambogia.
Trovo un alloggio proprio vicino alla discesa dell’autobus, e anche qui decido di passare qualche giornata, dividendo le mie visite in campi rurali e qualche cascata.
La città di per se non è grande, è composta da poche vie, ma è estesa per via dei vari villaggi rurali abitati dalle persone di campagna, dove le coltivazioni principali, sono pepe nero, varie rappe.
I villaggi sono molto polveroni, non ci sono strade asfaltate e il colore dominante è il rosso accesso delle strade battute da ogni genere di mezzi.
Mondulkiri ha diverse cascate, una privatizzata all’interno di una guest house, mentre la maggiore è a circa 30km dalla città raggiungibile facilmente se si noleggia un motorino, mentre l’altra è a circa 3km dalla stessa cittadella.

Anche da Mondulkiri vado via, decido di andare a Ratanakiri per poi proseguire per l’ultima città della Cambogia e entrae in Laos.
Da Mondulkiri con un minivan pieno zeppo di gente, percorriamo la strada che divide le due provincie cambogiane, sono rannicchiato seduto dietro come se fossi un bambino, questo viaggio è un agonia perche non riesco ad allungare le gambe tanto è strapieno di roba, ma con la pazienza e la calma arriviamo a destinazione.

12-02-2017 RATANAKIRI CAMBOGIA

Dopo circa 3 ore di viaggio arrivo nella provincia di Ratanakiri, nella cittadina Bong Long, trovo un alloggio a pochi dollari di fronte al rilassante lago, dove la sera la gente passeggia e passa il tempo, durante il giorno fa un caldo bestiale, ma la sera abbassano le temperature tanto da desiderare un maglioncino.
A Ratanakiri passo qualche giorno per impostare quello che sarà il prossimo viaggio in Laos, e con l’utilizzo di un motorino visito le varie cascate nelle vicinanze della stessa città.
La vita si concentra attorno al mercato sito nel centro della città, dove bancarelle di ogni genere rendono popolata questa distesa città.
Non ho molta scelta, la mia permanenza è dettata dallo scadere del visto e inizio a prepararmi per arrivare nell’ultima città cambogiana prima di entrare in Laos.
Potrei prendere l’autobus anche da qui, ma preferisco andare a StungTren e tentare di trovare un mezzo che arrivi direttamente nella zona di 4000 isole in laos precisamente nella città (isola) di Don Kong..
Preparo lo zaino e per 8 dollari acquisto il biglietto dell’autobus sperando che anche questo non sia strapieno di gente e bagagli..
Destinazione Stung treng!!

15-02-2017 STUNG TRENG CAMBOGIA

Stung Treng doveva essere una città solamente di passaggio, invece decido per un solo motivo di passare due notti e accorciare cosi il tempo di validità del mio visto che ha scadenza il 18 febbraio.
Trovo un alloggio vicino al centro, dove puntualmente tutti i giorni sino a tarda serata c’è il mercato, solite cose frutta, verdura, gente che fa da mangiare, venditori di abbigliamento e di ogni genere il tutto condito con polvere che arriva da una parallela per via dei numerosi lavori nelle strade.
Sicuramente presto il mercato verrà trasferito in quello che dovrebbe essere il nuovo mercato al chiuso, con tanto di corrente, acqua, bagni, e ognuno avrà la sua postazione..
Nella parallela c’è il Mekong che imponente costeggia quasi tutta la città sino ad arrivare in Laos, mia prossima meta.
Stung Treng è una città di passaggio per quelli che vogliono recarsi in Laos, oppure per quelli che arrivano dal Laos e vogliono proseguire il viaggio in Cambogia, fatto sta che raramente si vedono facce occidentali.
Io colgo l’occasione per visitare l’enorme cascata che confina col nuovo paese Laos, e un escursione sul Mekong dove ho avvistato un piccolo gruppo di delfini che sguazzano indisturbati.
Queste sono le uniche attrattive di Stung Treng..
Laos Arrivo!!!
Da Stung Treng con un minivan che viene a recuperarmi dall’alloggio arrivo in una presunta fermata, dove strano caso ci rimango svariate ore, aspettando che arrivi un altro minivan che ci porterà al confine Laotiano e fare la documentazione per il visto al nuovo paese..
Dopo tanto arriva uno sgangherato e impolverato minivan, che dopo una lunga corsa in strade distrutte arriviamo al confine, primo passo, fare l’uscita dalla Cambogia, in quella piccola baracca dove tutti si fermano per fare questo compiliamo un foglio, e il tipo mi propone mi dai 5 dollari ti svolgo io la pratica di uscita e quella di ingresso nel nuovo paese..
Io che con 5 dollari ci faccio due pasti, declino la proposta e avvio la pratica da solo.
Compilo il foglio che mi è stato dato e mi presento allo sportello emigrazione, retirano il foglio e non mi timbrano il passaporto con la data di uscita, e senza quella non posso presentarmi allo sportello successivo, scusi si è dimenticato di mettere il timbro di uscita, il funzionario emigrazione, mi dice che per avere il timbro ci vogliono 2 dollari..
Come due dollari, ma sta scherzando e da quale mondo e mondo devo pagare per uscire da un paese dopo che ho lasciato anima e soldi..
La prassi è questa, se no vai senza timbro..
Che pezzo di merda penso dentro me, e pago i 2 dollari per proseguire in questo tunnel di corrotti.
Ottengo il timbro e proseguo a piedi sotto il sole cuocente verso la dogana Laotiana, presento il passaporto, dicendomi di attendere 10 minuti.
Nel cartellone fuori dallo sportello doganale sono riportate le tariffe dei costi del visto in base al paese di provenienza.
L’italia deve pagare 35 dollari.
Mi richiamano, sono 35 dollari per il visto, 1 dollaro per il lavoro del funzionario e 2 dollari per il timbro di ingresso al nuovo paese..
Morale della favola il visto mi è costato 40 dollari e i 5 dollari che mi chiedeva il tipo all’inizio se lo sono presi ugualmente i funzionari corrotti degli sportelli doganali..
Un solo pensiero: bastardi infami!!!
Attendiamo che vengano a recuperarci per arrivare a destinazione.
Dopo almeno un ora, si presenta un altro minivan, piu pulito e ordinato del precedente, ci dirigiamo verso il pontile per le 4000 isole.
Vi consiglio di prelevare i Kip moneta locale Laotiana prima di salire sulla barca, perche nelle isole non ci sono bancomat.
Prelevo, come di rituale come in Thailandia e in cambogia le spese di comissioni bancarie sono 5 dollari ad ogni prelievo, un furto.
Arrivo al pontile, la mia destinazione era Don Khon, ma pare sia l’unico e la barca mi scarica a DonDet e mi dice che per una persona   quella tratta non l’avrebbe fatta..
Primi approcci con la disorganizzazione laotiana.
Arrivo a Don Det, un isola nell’arcipelago delle 4000 isole nell’estremo sud del Laos.

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